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Ramsete III° (1300 a.C.) si vantava di aver donato
durante tutta la sua vita ben 463.000 vasi
di birra alla potentissima divinità Isthar,
la dea della fertilità, dell'amore, ma anche
protettrice dei naviganti e degli eserciti,
come recita la sua litania: ....astro del mattino Nel medioevo "Gambrinus fue chiamato finché visse,
Di birra non ce n'è una sola! La birra è la bevanda più diffusa sul nostro
pianeta e pur essendo una bevanda attualissima
vanta origini molto antiche. La sua storia
ha oltre cinquemila anni e la sua origine
va situata fra Mesopotamia e Antico Egitto.
A seconda dei tempi e dei Paesi ha modificato
la sua natura, senza però mai tradirla, adeguandosi
ai gusti, alla cultura, alla disponibilità
delle materie prime.Queste varianti sono
pressoché infinite e in continua evoluzione.
Partendo dalle materie prime tradizionali:
acqua, orzo, luppolo e lievito, attraverso
diversi metodi viene prodotta una varietà
quasi infinita di birre. Abbazia - Le birre d'abbazia sono prodotte con l'antico
metodo dell'alta fermentazione; generalmente
corpose edi forte contenuto alcolico (da
6 a 9 gradi alcolici). La loro colorazione
varia dall'oro carico, all'ambrato, al rosso
cupo, al bruno scuro. Si richiamano alle
birre che venivano anticamente prodotte in
numerose abbazie belghe. Ale - E' il nome con cui i britannici definiscono
la birra tradizionale. Identifica birre ad
alta fermentazione, di moderato contenuto
alcolico e di poca schiuma, da bere a temperatura
di cantina. Colori assortiti, sapori anche.
Numerose sono le sottotipologie per la british
ale: bitter ale, brown ale, mild ale, old ale,
pale ale, scotch ale. Molto apprezzata la real ale ovvero la ale prodotta con metodi tradizionali
antichi. Le rare ale inglesi di forte gradazione
alcolica vengono chiamate Barley wine (vino d'orzo). Anche il Belgio vanta una
sua tradizione in fatto di ale. Le ale belghe sono generalmente (ma non sempre) di forte
contenuto alcolico.(Bières d'abbay), ma anche
in Germania (klosterbier). Altbier - E' un tipo di birra ad alta fermentazione
originaria di Düsseldorf. Ramata, leggera,
digestiva, dal gusto fruttato. Biere Blanche - Witbier - Birra a base di frumento che viene prodotta
in Belgio. E' leggermente acidula, di color
bianco lattiginoso. Assai rinfrescante e
digestiva, con particolarità aromatiche dovute
al'aggiunta di coriandolo e curaçao. Bock - Birre a bassa fermentazione e a gradazione
elevata di produzione tradizionalmente tedesca.
Dense, corpose, dal deciso sapore di malto.
Quando sono ancora più forti diventano doppelbock.
Le bock di solito sono chiare, le doppelbock
ambrate o scure. Dortmunder - Il nome deriva dalla vocazione commerciale
della città tedesca di Dortmund in Renania,
che fu uno dei primi centri di esportazione
della birra. In questa città nasce infatti
il tipo di birra denominata Export. Bassa
fermentazione. Gusto rotondo, non troppo
amaro, sapore di malto. Gradazione alcolica
attorno ai 4 gradi e mezzo. Esotiche - Non è una vera tipologia birraria ma semplicemente
una denominazione di fantasia per identificare
quelle birre che ci portano atmosfere di
Paesi lontani e affascinanti. Quasi tutte
praticamente rientrano nella grande famiglia
delle birre lager ma in qualche caso hanno
caratteristiche particolari. Le birre latino-americane,
per esempio, sono di colore molto chiaro,
sapore delicato, grande bevibilità. Gueuze - Birra belga a fermentazione spontanea,
ricavata dalla miscelazione di vari tipi
di birre Lambic (vedi). Può essere aromattizzata,
per macerazione, con vari tipi di frutta.
Le più note sono la birra Kriek (ciliegia)
e la Frambozen (lampone), ma si producono
anche birre alla pesca, al ribes, al mirtillo,
alla banana. Kölsch - Birra tipica della città tedesca di Colonia,
ad alta fermentazione, dorata, delicata e
decisamente secca. Si beve in un apposito
bicchiere cilindrico. Di difficile reperimento
nel nostro Paese. Lager - Ogni birra prodotta a bassa fermentazione
è genericamente chiamata lager. Si sarebbe
tentati di dire che è la birra comune, anche
se non c'è niente di comune in questo stile
birrario che è il più diffuso a livello mondiale.
Di colore oro pallido, mediamente amara.
Il nome deriva dal tedesco lager che indica
i magazzini, le cantine in cui biene messa
a maturare. Lambic - Birra a fermentazione spontanea, che raccoglie
cioè il lievito dell'aria e lascia fermentare
liberamente il mosto. Viene prodotta con
una buona percentuale di malto di frumento,
ma dato che il lievito presente nell'aria
non è mai lo stesso né della stessa quantità,
si miscelano vari tipi di lambic per dare
origine alla birra Gueuze. Malt liquor - Non tutte le birre americane sono leggere
e poco alcoliche. Alcune, ma sono poche,
sono di gradazione alcolica elevata e vengono
chiamate appunto Malt liquor (liquore di
malto). Sono in pratica le doppio malto Usa. Märzen - Tipica birra tedesca di Monaco di Baviera.
Viene prodotta in marzo per essere consumata
durante l'Oktoberfest, dove viene bevuta
in grandi quantità, esclusivamente in boccali
(mass) da un litro. Münchner - Birre tipiche di Monaco di Baviera, di
bassa fermentazione, di colore generalmente
scuro e con evidente sapore di malto. Pils - Questa tipologia trae il nome da Pilsen,
la città ceca in cui è nata e nella quale
viene tuttora prodotta la famosa Pilsner
Urquell. Molto apprezzato questo stile birrario
si è diffuso in diversi Paesi dove vengono
prodotte birre denominate pils o pilsener.
Le pils sono birre a bassa fermentazione,
di color oro pallido e in genere molto luppolate,
il che conferisce un tocco di amarognolo
in più (le pils bavaresi, al contrario, sono
meno amare), gusto secco, pulito. Schiuma
abbondante con perlage finissimo. Si bevono
in calici flute Rauchbier - Tipica della zona di Bamberg, in Franconia
(Germania) è ottenuta da malto da cui germinazione
è stata interotta mediante l'affumicatura
con legno di faggio invecchiato. Il sapore
di affumicato si trasmette fino al prodotto
finito. E' una specialità di difficile reperimento
nel nostro Paese. Stout - E' la famosa birra nazionale irlandese,
scurissima, con una schiuma abbondante e
cremosa. Viene prodotta con orzo torrefatto
e con l'aggiunta di caramello. Questo stile
birrario è molto apprezzato anche in Gran
Bretagna ma non mancano birre stout provenienti
anche da altri Paesi. Una stout molto forte
e famosa è la Russian Stout originariamente
prodotta a Londra nell'Ottocento, per essere
esportata a pietroburgo; tuttora in produzione
viene esportata in vari Paesi, incluso il
nostro. Trappiste - Le birre trappiste sono molto apprezzate
in quanto vengono tuttora prodotte dai monaci
trappisti in sei abbazie (cinque situate
in Belgio e una in Olanda). fermentazione,
rifermentate in bottiglia. Gradazione robusta
(da 6 a 9° alcol). Di colore che varia dall'oro
carico all'ambrato allo scuro. Schiuma ricca.
Gusto pieno. Si bevono in grandi bicchieri
balloon per meglio apprezzarne gli aromi. Weizen (Weisse) - Birre di frumento tedesche, leggermente
asprigne e dorate di una abbondantissima
schiuma. Molto dissetanti e rinfrescanti,
sono anche assai digestive. Altra caratteristica
è il lievito che rimane in sospensione dando
alla birra un gusto particolare e un aspetto
opaco. Sono prodotte in tre tipi: hefeweizen
(chiare con lievito), dunkelweizen(scure,
con lievito) e kristallklar (chiare, ma senza
lievito che viene filtrato).
Tutte le ore sono buone Tartine, menu completi, piatti unici per
creare l'occasione di una buona birra in
qualsiasi ora della giornata. Una vasta e
appropriata proposta gastronomica contribuisce
a dare maggiore prestigio al locale.
Ecco alcune utili indicazioni sui vari tipi
di bicchieri.
· Balloon: forma a chiudere, per esaltare la schiuma;
superficie ampia, per favorire lo scambio
termico. Per birre da meditazione, corpose. · Boccale britannico: di vetro spesso, per conservare la temperatura
di cantina; liscio, per evidenziare lo scarso
perlage. Adatto alle ales e in particolare
alle pale ales. · Boccale tedesco (Mass): spesso, per conservare la freschezza; lavorato,
per valorizzare il perlage, cilindrico, con
effetto neutro sulla schiuma. È il bicchiere
universale, nato però per le märzen e per
le export. · Calice a chiudere: la forma rastremata "alza" la
schiuma, impedendole al tempo stesso di traboccare;
il vetro sottile e liscio favorisce la formazione
di condensa. Valorizza lager e pils. · Calice a tulipano: la bocca svasata impedisce una schiumatura
troppo abbondante e favorisce la percezione
olfattiva al profumo. Per birre aromatiche,
come le belghe d'abbazia. · Colonna biconica: vetro di spessore medio, forma allargata
al centro, bocca a chiudere: per pils belghe
e per bevitori che vogliono la schiuma decapitata
dalla spatola.
· Colonna conica: come il precedente, ma a imboccatura larga
per controllare la schiuma. Adatto alle vivaci
e profumate birre danesi. · Coppa: forma più o meno esattamente emisferica,
che abbassa progressivamente la schiuma ed
esalta il profumo. · Flûte: una forma essenziale per birre secche,
di schiuma abbondante e da servire fredde:
ecco l'identikit della pils. · Kölschglas: cilindrico, sottile, piccolo: il bicchiere
più semplice per una birra tipica, quasi
artigianale, a circolazione limitata. · Pinta: la forma a cono rovesciato e lo slargo
subito sotto l'orlo neutralizzano qualsiasi
velleità di schiuma delle bitter ales e valorizzano
invece la cream delle stout. · Stivale: non importa che cosa ci si beve ma come
si beve. La sua forma infatti gioca brutti
scherzi agli inesperti. È il bicchiere dell'iniziazione
alle confraternite studentesche in Germania. · Weizenbecker: capacità "fissa" di mezzo litro.
La svasatura alla sommità serve a controllare
l'abbondantissima schiuma di birre di grano,
le weizen o weissbiere.
Stoccarla in un magazzino poco aerato, umido
e oppresso da un caldo soffocante o da un
freddo pungente non è certo l'ideale per
un prodotto che, al pari di un essere umano,
ambisce a una temperatura costante compresa
fra i 18 e i 20 gradi, a un clima asciutto
e in cui si possa respirare bene. Unica eccezione all'esempio sopra citato:
la luce. L'uomo ama il cielo e il sole, la birra invece
gradisce la penombra. Non è casuale che le industrie imbottiglino
la birra in contenitori di vetro ambrato
o verde, attraverso i quali la luce filtra
con maggiore difficoltà. La qualità della birra che bevete dipende
anche dalle "cattive compagnie"
che talvolta questa bevanda è costretta a
frequentare, ossia dalle derrate alimentari
che vengono immagazzinate insieme con essa.
Se emanano olezzi troppo pungenti o fastidiosi,
è verosimile che anche la birra se ne impregnerà,
proprio come la vostra torta gelata preferita
se riempite di filetti di merluzzo il freezer. Un'altra caratteristica che un prodotto vivo
come la birra deve avere è la freschezza.
Per quanto riguarda il bottigliame e le lattine
è importante vedere che cosa ci consiglia
l'etichetta. Su ognuna di esse è scritta
la fatidica frase "da consumarsi preferibilmente
entro..." cui segue l'indicazione della
data di scadenza. Sui fusti invece il discorso
da fare è un po' più complesso, perché non
solo è importante consumarli entro un termine
di tempo brevissimo, ma una volta aperti
per offrire le migliori qualità della birra
dovrebbero essere terminati al massimo nel
giro di quarantott'ore. Più il fusto rimane
aperto e più la birra si deteriora, si ossida,
conferendo al gusto un sapore acidulo che,
voluto in certe birre, creato casualmente
in altre ci sta come i cavoli a merenda. Una fase fondamentale della degustazione
di una buona birra è la spillatura. In Italia
questa operazione viene vissuta come qualcosa
di meccanico, una semplice apertura e chiusura
di rubinetto, uno smanettare di leve e tutto
è fatto. Nossignori, siamo lontani dalla
verità. E la verità contempla la spillatura
come un'arte, come è considerata in Paesi
birrariamente più avanzati del nostro, quali
Belgio, Germania, Gran Bretagna e Olanda,
tanto per citare i più noti. Innanzitutto
non bisogna mai chiedere una birra senza
schiuma. Siamo in Italia, dove il consumo
delle birre a bassa fermentazione rappresenta
la stragrande maggioranza, quindi è bene
sapere che questi prodotti vanno versati
o spillati con due dita (orizzontali, s'intende)
di schiuma, il più compatta possibile. Per
alcune birre ad alta fermentazione, come:
le bitter ales inglesi ad esempio, la schiuma
è un optional, anzi in Inghilterra è addirittura
un difetto e in generale la birra, spillata
a temperatura cantina e non fredda come da
noi, viene servita piatta. Ma si tratta di
prodotti abbastanza insoliti dalle nostre
parti. Perché è necessaria la schiuma? In
primo luogo il prodotto, privato del "coperchio"
naturale, perde il suo aroma e la sua fragranza
con più facilità, il che sarebbe un peccato
in un prodotto vivo come la birra; inoltre
la bevanda subisce un più repentino innalzamento
della temperatura, il che non consente alla
birra di esprimere le sue migliori qualità,
a esaltare le quali . provvede la forma del
bicchiere adatto al tipo di birra che vi
accingete a gustare. Il bicchiere: ecco un altro perno su cui
ruota la riuscita della spillatura. Dietro
la forma di un contenitore birrario ci sono
studi e ricerche difficili da immaginare
per una persona che non li ha mai seguiti
personalmente, eppure esso può rappresentare
un testimone fedele o infedele della qualità
della birra, e quindi in una certa misura
decretarne il successo o la sconfitta. È noto che ogni tipologia brassicola ha le
sue caratteristiche di gusto, di aroma di
colore e altre ancora ma nella birra queste
virtù sono allo stato potenziale. Per esaltarle
occorre un veicolo ideale, il bicchiere. La tradizione e gli studi più recenti hanno
contribuito a creare una vera e propria scienza
del vetro al servizio del prodotto per cui
non solo è importante degustare un certo
tipo di birra nel suo bicchiere, ma identificarlo
addirittura con quello di una marca brassicola.
Ecco perché è sbagliato (e anche abbastanza
scorretto, tra l'altro) versare un prodotto
in un bicchiere che presenta un'etichetta
diversa. Ma sui contenitori ritorneremo fra
poco, perché non vogliamo perdere il filo
del discorso. La prossima missione del barista è quella
di versare o spillare la birra in un bicchiere
perfettamente pulito. Il che è facile a dirsi,
un po' meno a farsi, visto che talvolta per
il desiderio di strafare e rendere il bicchiere
addirittura luccicante, i baristi usano il
brillantante, con il risultato di trasferire
alla birra le caratteristiche aromatiche
di questo o quel detergente, che hanno il
brutto vezzo di essere assai persistenti.
Per evitare questo inconveniente è quindi
necessario risciacquare con coscienza i bicchieri,
servendosi delle mani o di un lavabicchieri
a spazzole. Eventuali tracce di detergente
saranno immediatamente individuabili, in
quanto esse hanno il potere di divorare la
schiuma. Una birra senza. schiuma è quindi figlia
dell'incapacità del barista a spillare come
si deve oppure del suo eccessivo zelo nell'usare
il detergente senza poi risciacquarlo per
bene. In ogni caso una birra senza schiuma
dà l'immagine di un prodotto stantio che
non fa certo gioco al barista. Se infine
costui è preso da particolari crisi di pigrizia
e sul bicchiere rimangono tracce di grasso,
ecco che la schiuma si mette a fare le bolle...
e dopo qualche secondo di schiuma non rimane
traccia. La spillatura riuscirà molto bene se verrà
usato il bagnabicchieri prima di questa operazione.
Così facendo infatti si prendono due piccioni
con una fava: si abbassa leggermente la temperatura
del vetro evitando al prodotto uno shocktermico
troppo elevato e si consente alla schiuma
di non attaccarsi alle pareti, restando così
compatta più a lungo. A questo punto i preliminari sono terminati
e ci sono i presupposti per spillare una
buona birra. Vediamo come. Dopo aver bagnato il bicchiere, lo si inclina
sotto la spina e si apre con decisione il
rubinetto. Ogni esitazione crea ingorghi
nelle tubature, vale a dire cascate di schiuma,
indegne di una buona spillatura. Giunti a
questo punto bisogna dire che vi sono diverse
correnti di pensiero sul look da dare alla
birra. In Belgio per esempio la testa della
birra viene ghigliottinata da un'apposita
spatola, mentre in Germania questo sarebbe
considerato un sacrilegio, visto che la schiuma
deve assumere una forma tondeggiante ed essere
molto persistente, al punto che, si dice,
dovrebbe reggere il peso di un pfenning (un
centesimo di marco). Come già accennato le
birre britanniche, stout a parte, sono piatte,
anche perché contengono poca anidride carbonica.
A proposito di stout, la legge britannica
ha stabilito che la Guinness è l'unica birra
la cui schiuma è parte integrante del prodotto.
Per questo motivo è detta "crema"
e così il suo contenitore non deve necessariamente
essere pieno fino all'orlo come invece accade
per le altre tipologie birrarie. Finita l'operazione di spillatura, un vero
professionista offre il bicchiere appoggiandolo
sul corrispondente sottocoppa e corredandolo
con il collarino salvagocce, che in Italia
purtroppo non è ancora diffuso come in altri
Paesi. |
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